22) Nietzsche. Come il mondo vero divenne favola .
In quel modo che gli  proprio, fatto di allusioni e di immagini,
Nietzsche traccia una breve storia della filosofia come storia
della verit che si rivela come una falsa idea. Il punto
culminante di questa storia  nel messaggio di Zarathustra.
F. Nietzsche, Crepuscolo degli idoli (vedi manuale pagine 184-
185).

 Come il mondo vero fin per diventare favola

Storia di un errore.
 1. Il mondo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso,
- egli vive in esso, lui stesso  questo mondo.
(La forma pi antica dell'idea, relativamente intelligente,
semplice, persuasiva. Trascrizione della tesi Io, Platone, sono
la verit).
2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al
saggio, al pio, al virtuoso (al peccatore che fa penitenza).
(Progresso dell'idea: essa diventa pi sottile, pi capziosa, pi
inafferrabile -diventa donna, si cristianizza...).
3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile,
ma gi in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un
imperativo.
(In fondo l'antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo; la
idea sublimata, pallida, nordica, knigsbergica).
4. Il mondo vero - inattingibile. Comunque non raggiunto. E in
quanto non raggiunto, anche sconosciuto. Di conseguenza neppure
consolante, salvifico, vincolante: a che ci potrebbe vincolare
qualcosa di sconosciuto?...
(Grigio mattino. Primo sbadiglio della ragione. Canto del gallo
del positivismo).
5. Il mondo vero - un'idea, che non serve pi a niente, nemmeno
pi vincolante - un'idea divenuta inutile e superflua, quindi
un'idea confutata: eliminiamola!.
(Giorno chiaro; prima colazione; ritorno del bon sens e della
serenit; Platone rosso di vergogna; baccano indiavolato di tutti
gli spiriti liberi).
6. Abbiamo tolto di mezzo il mondo vero: quale mondo ci  rimasto?
forse quello apparente?... Ma no! col mondo vero abbiamo eliminato
anche quello apparente!.
(Mezzogiorno; momento dell'ombra pi corta, fine del lunghissimo
errore; apogeo dell'umanit: INCIPIT ZARATHUSTRA).
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1976, volume
venticinquesimo, pagine 385-386.
